Istituti Religiosi

Lo stato religioso è uno stato pubblico e completo di vita consacrata. In esso ai precetti comuni per tutti i fedeli si aggiungono i tre consigli evangelici, detti generali, di castità, povertà, obbedienza, resi obbligatori per mezzo dei voti perpetui o anche temporanei da rinnovarsi alla scadenza (can. 607 § 2), ma sempre pubblici, cioè accettati come tali dalla Chiesa (can. 1192 § 1). Questo stato religioso comporta la vita fraterna in comunità e quella separazione dal mondo che si addice all'indole e finalità di ogni singolo Istituto (can. 607 § 2 e 3).

Si chiamano Ordini (Ordini regolari) quegli Istituti nei quali secondo la loro storia e indole o natura, si emettono voti solenni al meno da una parte dei loro membri. I membri tutti degli Ordini si dicono Regolari, e se di sesso femminile, Monache. Gli altri Istituti religiosi sono chiamati Congregazioni o Congregazioni religiose e i loro membri Religiosi di voti semplici (can. 1192 § 2). Gli Ordini precedono storicamente le Congregazioni.

Dal Codice di Diritto Canonico sono detti Istituti clericali quelli che, secondo il progetto del fondatore, oppure in forza di una legittima tradizione, sono governati da chierici, assumono l'esercizio dell'ordine sacro e come tali vengono riconosciuti dalla Chiesa (can. 588 § 2). Se, invece, il patrimonio proprio dell'Istituto non comporta l'esercizio dell'ordine sacro e viene riconosciuto come tale dalla Chiesa, si chiama Istituto laicale (can. 588 § 3).

Nel Codice gli Istituti Religiosi sono regolati da una disciplina comune. Sussistono tuttavia le diverse categorie che rispondono alle diverse forme che la vita religiosa ha assunto nel corso della storia.

Di ognuna si dà in seguito un brevissimo cenno storico rispettandone l'ordine cronologico.

I Canonici Regolari, che uniscono lo stato e ufficio clericale con l'osservanza della vita comunitaria religiosa e dei consigli evangelici, traggono la propria origine dalle comunità clericali che vivevano insieme al proprio Vescovo. E' stato S. Agostino, sulla fine del sec. IV e all'inizio del sec. V, a dare a questa forma di vita religiosa i suoi tratti più caratteristici.

I Monaci, dal punto di vista storico, sono i primi religiosi viventi in comunità. Nella prima metà del sec. IV le zone desertiche dell'Egitto settentrionale si popolano di colonie di eremiti, i cui detti sono stati raccolti negli Apophtegmata Patrum. Alcuni di questi eremiti radunarono attorno a se gruppi di discepoli, che dettero origine al cenobitismo egiziano o pacomiano, caratterizzato da una disciplina forte, talvolta rude. Durante lo stesso secolo IV, nell'Asia Minore sotto la guida dottrinale di S. Basilio, sorge un cenobitismo basato sulla nozione di comunità-Chiesa-corpo di Cristo.

Nell'Occidente il monachesimo appare con sfumature diverse in quasi tutti i paesi, durante lo stesso sec. IV. Prevale però dal secolo VI il monachesimo benedettino.

Per quanto sempre più frequentemente nel corso dei secoli s'unisca di fatto alla vita monastica il sacerdozio e l'apostolato nelle sue svariate forme, ciò nonostante il monachesimo come tale non importa nessuna unione necessaria con la vita clericale e con l'apostolato individuale in qualsiasi forma.

Attualmente l'organizzazione monastica ha la caratteristica di essere autonoma ossia non centralizzata, essendo autonome (sui iuris) le singole Badie o Priorati conventuali: ciò importa una maggiore ampiezza nei poteri del Superiore locale (Abate, Priore), e una minore dipendenza dal Superiore Generale, se esiste, e inoltre le singole case hanno il proprio noviziato.

Il monachesimo attuale può ridursi a cinque tipi: due occidentali (benedettino e certosino) e tre orientali (paolino, antoniano e basiliano).

Gli Ordini Mendicanti, che a partire dagli inizi del sec. XIII si aggiungono ai Monaci, prendono il nome della povertà corporativa che completa la povertà individuale e importa la incapacità di possedere anche come corpo. Oltre a questo severo carattere della povertà, al quale per quasi tutti gli Ordini fu poi, per le circostanze dei tempi, più o meno ampiamente derogato, i Mendicanti hanno un altro carattere comune, cioè l'unione della vita regolare al ministero sacerdotale, apostolico, missionario, o caritativo in diverse forme. È inoltre carattere comune ai Mendicanti, da essi introdotto e poi trasmesso alle forme religiose posteriori, la centralizzazione del regime che fa capo a un Superiore supremo con pieni poteri, e l'organizzazione in Province.

I Chierici Regolari appaiono nel sec. XVI e nei primi anni del sec. XVII. Mettono a fondamento dell'apostolato sacerdotale, nel più pieno senso della parola, la vita regolare che accomodano ai diversi bisogni dei tempi, pur non rendendola meno severa.

Sulla fine del sec. XVI e nel sec. XVII appaiono nella Chiesa le Congregazioni Religiose Clericali. Sono alcune pie associazioni di chierici, e poi anche di laici, che vivono in comunità e senza voler diventare veri Ordini religiosi, si dedicano, oltreché alla propria perfezione, all'apostolato o ad opere di carità.

Sulla fine del sec. XVII sorgono le Congregazioni Religiose Laicali; si tratta, cioè, di diverse comunità di laici dedicate principalmente all'istruzione (insegnamento e catechesi) dei fanciulli e dei ragazzi; perseguono anche altre finalità, p. es. cura dei malati, carcerati, disoccupati. Di solito escludono formalmente i propri sodali dal sacerdozio; talvolta però ammettono che alcuni di essi ricevano l'ordine sacerdotale per svolgere il compito di cappellani della comunità laicale. Dalla metà del secolo XIX, le Congregazioni religiose laicali sono per la maggior parte femminili.